Alberto Milani ci presenta la nuova guida di Versante Sud: Valtellina Bloc

Versante Sud ha recentemente pubblicato una nuova guida boulder dedicata alla Valtellina, con la descrizione dettagliata, e come sempre corredata da magnifiche foto, della Valchiavenna, Val Malenco e della Bassa ed Alta Valle. Le aree coperte in questa guida propongono un’alternativa alla super classica Val di Mello, dandoci la possibilità di conoscere altre zone con massi non meno interessanti e dai profili molto estetici. E noi, che siamo felicissimi di scoprire sempre nuove aree boulder non troppo distanti da casa, abbiamo colto l’occasione per presentarvi la guida insieme all’autore Alberto Milani, che già conosciamo per il libro Yogarrampicata.

 

 

Ciao Alberto, benvenuto nel nostro blog! Dalle tue parti si riesce un po’ a scalare fuori in questo periodo?

 

Ciao a tutti e grazie per l’invito! Sì, diciamo che in quest’ultimo anno così bizzarro e vincolato ho avuto la grossa fortuna di vivere in un posto dove i primi massi si trovano letteralmente a pochi metri da casa! Vivo infatti a Nesso, sul lago di Como, in una zona dove i boschi pullulano di massi erratici di granito di dimensioni anche notevoli. Negli anni ho spazzolato e scalato decine di massi e nei periodi di lockdown ne ho approfittato per liberare alcune linee che avevo lasciato in sospeso. A parte questo, partendo da casa ho comunque sia la Valtellina che il Ticino a poco più di un’ora di strada e lo stesso Triangolo Lariano offre molte possibilità per la falesia. Non posso sicuramente lamentarmi!

 

 

Bene o male siamo tutti in attesa che la situazioni rientri in parametri per cui si possa fare un po’ di attività all’aria aperta, o perché no, magari qualche weekend fuori casa (e regione). La tua guida arriva proprio nel momento giusto, per farci tenere alta la motivazione in vista di qualche giornata spensierata di boulder e relax. Come è nata l’idea di descrivere la Valtellina?

 

In realtà questa guida è l’aggiornamento e l’ampliamento di quanto contenuto nella versione 2012 di Mello Boulder di Andrea Pavan, che al tempo, oltre alla Val Masino, recensiva anche le altre aree valtellinesi. Consideriamo che molte di tali aree non sono una novità del boulder moderno, bensì location storiche in cui già i sassisti degli anni ’70 e ’80 lasciarono linee emblematiche. Ne sono un esempio l’area di Cimaganda, il Sasso d’Arquino o il Sasso del Milite. Quindi la loro importanza “storica” è di per sè notevole in aggiunta alla loro bellezza e quindi è fondamentale che vengano ricordate e recensite.

 

Tuttavia, le successive versioni aggiornate di Mello Boulder si focalizzarono solo sulla Val Masino e la Val di Mello, principalmente a causa del continuo sviluppo di nuove zone negli anni di Melloblocco. Un lavoro immane e magistrale! Tutte le altre possibilità per il boulder in Valtellina caddero inevitabilmente nel dimenticatoio, ad eccezione di posti come Cimaganda che continuavano ad essere abbastanza frequentati.

 

Da tempo si sentiva quindi l’esigenza di un aggiornamento, anche perché nel frattempo i local avevano scoperto o ri-scoperto un buon numero di aree, come ad esempio la Val Gerola, lo Zoia, la Val di Togno e molte altre. Inizialmente, quest’opera fu presa in carico da un’altra persona, alla quale sono poi subentrato io a fronte della sua impossibilità nel portare avanti il progetto. Grazie anche al preziosissimo aiuto di molti local, mi sono dedicato soprattutto all’introduzione delle nuove aree prima non recensite, che si sono aggiunte al notevole lavoro che Andrea aveva già effettuato per la versione 2012.

 

 

Quali sono le stagioni ideali per visitare quest’area?

 

La parola chiave che contraddistingue le aree riportate in questa guida è “Varietà”, da tutti i punti di vista! Relativamente alle stagioni ideali, potete trovare aree che sono perfette in qualunque periodo dell’anno. In pieno inverno, aree come San Cassiano o Selvapiana sono il top mentre in estate ci si può rinfrescare agli oltre 2000 metri dello Zoia, nelle selvaggie Val Bodengo o Val di Togno, nella ventilata Prestone, nel bosco della Val Gerola o nelle aree di Bormio. Nelle stagioni intermedie possiamo poi optare per tutte le altre aree, che offrono oltretutto ciascuna una loro particolarità nel fornire condizioni perfette a seconda della variabilità delle condizioni. Davvero, qualunque sia il momento dell’anno, c’è un’area valtellinese che si presta perfettamente!

 

 

[INRI -San Giacomo, foto di Matteo Deghi]

 

 

Che tipo di roccia possiamo trovare da queste parti?

 

Anche in questo caso, una varietà estrema! A farla da padrone è chiaramente la roccia dura di origine granitica, ma con moltissime varietà: si passa ad esempio dalla grana finissima di San Cassiano e Villa di Chiavenna a quella un po’ più quarzosa di Cimaganda o a quella levigata dal fiume di San Giacomo-Oleodotto. Allo stesso tempo nelle aree della Val Malenco troviamo un gneiss ostico e variegato che si alterna al caratteristico serpentino di questa valle. A Bormio è tutto calcare mentre in Val Gerola è un particolarissimo verrucano lombarda. Insomma, ce n’è per tutti i gusti!

 

 

Logisticamente sappiamo che la vicina Val di Mello è super organizzata con hotel, bed and breakfast e camping per ogni diversa possibilità economica. Anche la Valtellina ci offre ampia scelta?

 

La Valtellina in generale è un’area ricchissima di strutture vista la sua importanza turistica, ma l’organizzazione maggiormente “climber-oriented” della Val Masino, da sempre legata all’arrampicata e all’alpinismo, non è così facilmente esportabile altrove. Questo non vuol dire che non ci siano strutture ricettive adeguate, che pullulano ovunque in tutte le valli menzionate, ma, anche a causa del fatto che molte aree boulder sono disseminate qui e là, è più difficile trovare delle strutture ad-hoc indirizzate ai climber. Sicuramente Gerola Alta ha molto potenziale in questo, così come la Val Malenco. Ad ogni modo non c’è da preoccuparsi, hotel, b&b, ristoranti, bar, negozi, rifugi non mancano!

 

 

 

Quindi anche queste aree hanno una lunga storia di valorizzazione dei passaggi alle spalle?

 

Sì, come ho menzionato sopra, la storia di alcune di queste aree è quasi contemporanea alla nascita del boulder in Val Masino. Già negli anni ’70 e ’80 i sassisti hanno esplorato la grossa frana di Cimaganda, il Sasso d’Arquino e del Milite in Val Malenco e sicuramente altri massi diventati più frequentati solo successivamente. Spriana è un’altra zona nota da decenni e la maggior parte delle altre aree sono state esplorate e/o sviluppate fin dalla fine degli anni ’90 o dai primi anni del 2000. 

 

Qualcuna è una scoperta più recente, come l’area del Sentiero Rusca, Villa di Chiavenna, la Val di Togno che il Pavaz ha pulito negli ultimi anni e, in parte, la Val Gerola. La storia di queste aree copre quindi un periodo esteso, che aggiunge quindi un ulteriore fascino a ciò che hanno da offrire.

 

 

Consigliaci alcune “chicche” imperdibili, magari limitandoci alla Val Chiavenna (immaginiamo che ci sarebbe l’imbarazzo della scelta!)

 

Eh sì, c’è l’infinito…In Valchiavenna assolutamente da non perdere linee come Appaolo (7B), Blocco Pedeferri (8A) e il 22A (7A) a San Cassiano, INRI (7C) a San Giacomo, Gaggio (6C), Superfox e il Legnetto magico (7C), Lo Schiaffo (7A+), Potere Sardo (7A) a Cimaganda… ma c’è davvero tanto, e ognuno potrà trovare la propria gemma del cuore!

 

 

Grazie Alberto! Dove possiamo trovarti, se vogliamo restare aggiornati sulle tue novità?

 

Sulla mia pagina Facebook Yogascent – Yoga e Arrampicata e sul mio profilo Instagram albertaccia_yogascent, ma per chiunque volesse contattarmi la mia mail è [email protected] Sarei ben lieto di ricevere suggerimenti, correzioni, aggiornamenti da chiunque visiti le aree della Valtellina e voglia contribuire sempre di più alla sua valorizzazione. Grazie moltissimo!

 

[Blocchi a Prestone, foto Coll.Milani]

 

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