Maddy Cope è un’arrampicatrice dal livello fotonico, con risultati ugualmente impressionanti sia per quanto riguarda l’arrampicata sportiva in falesia che nel trad o nel boulder. Recentemente è stata già nostra ospiet per parlare di Goal Setting e della sua partecipazione al Reel Rock con il film First Ascent/Last Ascent.
Ultimamente sta facendo un enorme lavoro di divulgazione su temi legati alle donne che arrampicano insieme al team di Lattice Training, raccogliendo dati e toccando temi fino ad ora marginali in questo sport. Alcuni esempi possono essere il ruolo degli ormoni nell’allenamento e nello sviluppo della forza, l’approccio mentale, lo sviluppo delle varie capacità aerobiche ed anaerobiche e molto altro.
Le abbiamo proposto qualche Q&A molto popolare: le pubblicheremo nel corso di varie puntate!
Ciao Maddy, grazie per la tua disponibilità e per essere nuovamente con noi. Partiamo subito da qualche “luogo comune”: è vero che le arrampicatrici sono “per loro natura” più forti di dita o comunque su prese piccole rispetto agli uomini?
Grazie a voi! Mi verrebbe da dire che non è necessariamente così, anche se mi rendo perfettamente conto del motivo per cui ci sia molta convinzione. Ho sperimentato io stessa questa cosa nella mia arrampicata: per dieci anni ho sempre preferito arrampicare su muri verticali, che per loro natura portano ad avere vie su tacchette e prese piccole. Naturalmente più scalavo su quel genere di vie, più miglioravo su quello stile. Non potendo fare tutto contemporaneamente, in quel periodo non sono migliorata molto nell’arrampicata in strapiombo. L’anno scorso, durante il lockdown, mi sono allenata molto sul mio muro a casa discretamente strapiombante: il risultato è che ho notato un consistente miglioramento su quel tipo di inclinazione!
Quindi la domanda : viaggio bene sulle tacche per una naturale predisposizione o perché è lo stile che alleno di più?
Esatto, e la risposta è: entrambe le cose. Diciamo che a grandi linee (bisognerebbe approfondire molto questo tema), quando le ragazze iniziano a scalare sviluppano più lentamente forza nella parte superiore del corpo rispetto ragazzi di livello anche principiante. Inoltre spesso le ragazze hanno dita fini e mani piccole ed in molti casi, non sempre, pesano meno dei ragazzi: questo vuol dire che per due ragazzi dello stesso livello, la ragazza avrà bisogno di una minor forza nelle dita per tenere la stessa presa. Ancora a livello più generale, possiamo notare che spesso le ragazze hanno una migliore mobilità articolare nel bacino rispetto ai ragazzi, caratteristica che le porta a tenere il bacino più vicino alla roccia sui muri verticali e a poter tenere più agevolmente le prese piccole.

Pensi che con la polivalenza richiesta alle atlete di oggi questo discorso potrà diventare via via memo valido?
Assolutamente sì: ormai la tracciatura delle palestre porta a migliorare notevolmente su tanti aspetti; ultimamente possiamo tutti renderci conto di quante ragazze fortissime su grandi strapiombo o prese fisiche tipo “pinze” ci siano in tutte le palestre. Personalmente ho trovato liberatorio aprirmi anche ad altri stili di arrampicata e non pormi limiti nel provare qualcosa che andasse a toccare i miei punti deboli. Una delle cose più belle dell’arrampicata è proprio la varietà di movimenti e stili che offre a tutti.
Abbiamo parlato di mobilità del bacino: in generale le ragazze sono più flessibili dei ragazzi?
anche in questo caso devo dire che si generalizza molto e che ho visto sia ragazzi molto sciolti che ragazze con una mobilità articolare molto limitata. Tuttavia ammetto che per la mia esperienza ho trovato molte ragazze con un’eccezionale mobilità del bacino e delle spalle: credo che questo sia dovuto alla forma leggermente diversa delle ossa del bacino ed agli ormoni femminili. Oltretutto le ragazze adottano abbastanza in fretta uno stile di arrampicata che le porta a muoversi molto bene sulla roccia, mantenendo alta questa mobilità ed usandola al meglio.
Quindi possiamo usare la mobilità può compensare la forza?
La mobilità può aiutarci ad arrampicare molto bene, ma può anche portarci ad infortunarci con maggiore facilità. Per tutte quelle persone che hanno delle spalle estremamente sciolte, può essere una buona idea fare un lavoro di potenziamento del rotatore della cuffia, nonché di tutti i principali muscoli della schiena in modo da dare un adeguato supporto alle spalle. Io ritengo di avere delle spalle molto sciolte ed ho avuto un paio di sublussazioni per cui ho deciso di inserire nei miei allenamenti un po’ di bench press, TRX ed esercizi per la forza delle spalle.
Parliamo di mental training: secondo te è corretto dire che le ragazze sono più predisposte verso questo tipo di allenamento?
Credo che in generale le ragazze siano più inclini a parlare di cose come il fatto di avere paura o di vivere episodi di ansia legati alla prestazione sportiva. Quando ci riferiamo al mental training, un buon punto di partenza può essere avere conversazioni molto libere ed aperte su paura e comfort zone. Parlarne ci porta a riflettere maggiormente sulla nostra arrampicata e sul nostro approccio mentale, ovvero a gettare le basi per un reale miglioramento e magari l'introduzione di qualche aspetto vero e proprio di allenamento mentale.
Credo che tutti noi dovremmo sentirci più liberi di parlare delle nostre emozioni legate all'arrampicata: si tratta di molto di più di saper gestire la paura di cadere. Si tratta di accettare gli alti e bassi della nostra carriera sportiva, di gestire la pressione di capire perchè lo stress può influire negativamente sui nostri risultati. Possiamo anche considerarlo come un ombrello sotto al quale troviamo un po' di tutto, anche perchè è sempre la nostra testa ad avere un ruolo fondamentale.












