Nel nostro blog siamo soliti scomodare il nome di Patxi Usobiaga per parlare di allenamento, grazie alla sua immensa esperienza sulla roccia e in gara, oppure a proposito della sua linea di travi e strumenti PucSeries.
Questa volta ad averci colpito, e ad averci fatto sorridere, non è stato qualche suo post sulle nuove mini tacche tutte da strizzare, ma sulla reale “quotidianità” di una piacevole giornata in falesia con famiglia e figli (qui trovi anche un video che ha pubblicato su Youtube).
Il sottotitolo potrebbe essere: “cose che finché non hai figli non ti sembrano possibili”, ma nelle quali tutti i falesisti con prole al seguito potranno identificarsi. Come lui, sono tanti i genitori arrampicatori che si meravigliano di vedere foto di giornate serene passate tra i massi, dove i bimbi vivono in armonia con la natura ed i genitori arrampicano fino a dover accendere la frontale.
Per riuscire a trovare una quadra tra il “realisticamente impossibile” ed il “potenzialmente accettabile”, uniamo i consigli di Usobiaga a quelli di altri genitori che con una determinazione di acciaio provano e riprovano a trovare la congiunzione astrale giusta per passare una giornata all’aria aperta senza perdere il controllo.
E questi sono.

Non perdere le speranze
Vogliamo citare testualmente dal video il primo intento di una giornata in falesia (ma potremmo dire anche tra i massi): “Lo primero es no llorar” (trad. "prima di tutto non piangere). E no, non sta parlando dei piccoli arrampicatori che si aggirano alla base della falesia.
Non pensare ad arrampicare
Unendo antiche filosofie secondo le quali “meno ti aspetti e più ottieni”, ed andando incontro alla logica del “se parti pessimista, tutto quello che ti arriva di buono è guadagnato”, l’idea è di uscire di casa pensando di NON arrampicare, ma di fare un giro all’aria aperta coi bimbi. E quando avrai concluso la giornata riuscendo a salire le due vie di riscaldamento, ti sentirai comunque un privilegiato.

Cerca di salire più in alto possibile
Con ogni metodo e tipo di attrezzatura (vale anche la Jumar su corda fissa). Per trovare un rifugio dalla confusione, questo è chiaro.
Convoca i tuoi migliori amici
Naturalmente con figli della stessa età dei tuoi, questo vien da sé, che siano comprensivi, abbiano spirito di collaborazione e tanta, tanta pazienza.

Porta cibo e giochi a volontà
L’idea prima di avere figli è che loro verranno con voi volentieri ad arrampicare, costruiranno guadi e castelli con materiali naturali e faranno del gioco destrutturato una missione di vita. La realtà è che vorranno cambiare gioco ogni diciassette minuti.
Tenere a mente quei “due” fattori chiave
Il successo di una giornata di arrampicata dipende da pochi e semplici fattori: abbiamo detto la compagnia giusta, ma anche le condizioni meteo, la tipologia dell’accesso e della frequentazione della falesia, dell’esposizione e della lunghezza delle vie, di quanto ci metti a provarle, di quanta coda potrebbe esserci sui tiri, della possibilità o meno di appendere un’amaca, della base che sia in piano e sicura. E non avrai più il problema dell’imbarazzo della scelta su falesia e settore.

Prendila zen
Smorziamo il carattere ironico del post, e spezziamo una lancia a favore di una bella giornata all’aria aperta, tutti insieme! Con lo spirito giusto sarà un modo molto concreto di farli crescere imparando a rapportarsi con la natura, vivendone le stagioni e gli ambienti diversi, come da vera filosofia di “outdoor education”.
Tutte le immagini sono di Patagonia, autori: Eliza Earle, Somira Saos e Garrel Grove











