L'attrezzatura da boulder per chi inizia: identikit completo

Il boulder sta diventando giorno dopo giorno una delle discipline più apprezzate dell’arrampicata e, nonostante sia ancora più praticato in strutture indoor che all’esterno, anche la sua versione “outdoor” sta avendo un discreto successo.

 

 

Rispetto alla falesia, alle vie multipitch ed a tutte le altre discipline, il boulder richiede meno materiale, parte del quale può anche essere “condiviso” in alcune situazioni (come ad esempio i crash pad); anche per questo motivo il boulder sta richiamando l'attenzione tra i più giovani, che possono praticarlo con un approccio decisamente più rilassato.

 

 

Vediamo quindi tutto l’occorrente per poterci divertire in mezzo ai massi all’aria aperta, specialmente nelle splendide giornate estive ed autunnali.

 

 

Claudia Ziegler Edelrid

Crash pad di notevoli dimensioni per cadute impervie. Edelrid

 

 

Crash pad

 

È l’elemento “chiave” specifico del boulder, l’unica attrezzatura che ti accompagna solo ed esclusivamente nella pratica outdoor e che ti salva da cadute di ogni tipo. I parametri attraverso i quali passa la scelta di un buon crash pad sono principalmente: dimensione, chiusura a taco o a piega, spessore e peso. L’esperienza ci ha portato a notare come chi si trova all’acquisto del primo crash pad sia spesso orientato verso i modelli più grandi e con un’area di atterraggio molto estesa, che però hanno lo svantaggio di essere anche molto pesanti.

 

 

Il nostro consiglio è di valutare prima i posti in cui andrai a fare boulder, ovvero i tempi e la tipologia degli avvicinamenti e, particolare non irrilevante, se sarai con altri boulderisti o se ti avventurerai in session solitarie (che sconsigliamo vivamente a chi è all'inizio). Spesso quando si fa boulder con amici, conviene avere crash pad medi, più facili da sistemare tra loro anche in caso di basi “accidentate”. Se gli avvicinamenti sono piuttosto “intensi”, ti consigliamo quindi di non zavorrarti con un crash pad molto pesante, scegliendo un modello con chiusura a “taco” che ti permette di portare al suo interno anche scarpette e magnesite, evitando borse e zaini.

 

 

Leggi qui la nostra guida su come scegliere il crash pad

 

 

Brazz Archive

I coloratissimi crash pad di Organic Climbing

 

 

Scarpette

 

Ogni brand sviluppa anno dopo anno modelli di scarpette nuovi, a volte orientati nello specifico per le singole discipline, altre volte definiti “all-round”, ovvero più versatili ed adattabili alle varie situazioni. Generalmente chi è all’inizio delle sue esperienze di boulder outdoor non ha bisogno di un modello specifico, pensato quindi per arrampicatori molto esperti, ma di un modello più improntato verso i vari utilizzi possibili: indoor, outdoor e magari qualche uscita in falesia.

 

 

In questo caso il nostro consiglio è di scegliere un modello che sia primo di tutto resistente e duraturo nel tempo, con uno spessore di suola non inferiore ai 4 mm; la scelta di un materiale naturale come la pelle ti garantisce un livello di comfort maggiore. La struttura, generalmente rigida o intermedia, ti aiuta a supportare il piede nelle lunghe giornate di boulder e sui massi più verticali, mentre il tipo di chiusura preferito dai boulderisti resta sempre il velcro o la ballerina.

 

 

Puoi approfondire qui tutti i dettagli di una scelta accurata delle tue prossime scarpette

 

 

Crash pad: più ne abbiamo e meglio arrampichiamo!

 

 

Sacchetto della magnesite

 

A differenza dei falesisti, chi arrampica sui boulder non si lega il sacchettino della magnesite intorno alla schiena in modo da evitare di rovesciarne metà sul crash pad ad ogni caduta. Inoltre il tempo passato “incollati alla roccia” è spesso troppo breve per pensare di aver bisogno di magnesite per poter andare avanti. Per questo motivo ci sono dei fantastici e giganteschi sacchettoni di magnesite pensati proprio per il boulder che hanno le seguenti caratteristiche: hanno il fondo piatto per restare in posizione verticale ed hanno pratiche chiusure con calamite od automatiche che evitano il rovesciamento involontario del contenuto all’esterno. Inoltre hanno un’apertura talmente grande da poter infilare contemporaneamente entrambe le mani. I sacchettoni da boulder hanno anche diverse tasche per gli infiniti accessori del boulderista: nastro, limette per calli e spazzolini.

 

 

Leggi qui il nostro approfondimento sugli spazzolini da boulder

 

 

Martin Poetter Edelrid

Il sacchettone Erkules di Edelrid, foto di Martin Poetter

 

 

La magnesite

 

Abbiamo parlato di sacchetto per la magnesite, quindi va da sè che anche la magnesite sia parte integrante del kit di ogni arrampicatore. Qui non ci sono regole, ma la scelta tra polvere fine, cubetti, blocchi e liquida è totalmente soggettiva: c'è anche chi ama mixarne due o più tipi diversi, per avere la consistenza "perfetta" all'interno del sacchetto. L'importante è averne sempre una scorta dietro, soprattutto nei giorni di scarsa aderenza o quando si vanno ad esplorare zone non troppo frequentate. 

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