Se vuoi scoprire tutti i retroscena dell'allenamento al trave, finalmente è uscito il manuale che fa per te! Beastmaking di Ned Feehally si presenta in realtà come una guida sull'allenamento a 360 gradi che ti propone "un approccio di dita per diventare un climber migliore". La sua impostazione è comunque molto verticale sullo sviluppo della forza delle dita in tutti i suoi aspetti: si parte naturalmente dal trave, analizzato in tutte le sue componenti, per poi vedere anche alcuni aspetti degli allenamenti al pannello, pro e contro dell'utilizzo del Pan Gullich e gli innumerevoli benefici che possiamo trarre dal miglioramento della mobilità articolare. Ma procediamo per step!

Punto numero uno: la personalizzazione dell'allenamento
Seguiamo proprio l'esempio di Ned Feehally e, prima di addentrarci negli aspetti più tecnici di questo libro ci teniamo a sottolineare che tutto quanto scritto nell'articolo e nel manuale Beastmaking racchiude alcuni fattori che entrano in gioco quando ci alleniamo per migliorare in arrampicata, ma che non possono evidentemente essere specifici per ogni arrampicatore che voglia allenarsi.
Questo libro è stato pensato per dare una mano a tutti quegli arrampicatori non professionisti che cercano di ottimizzare il poco tempo che hanno a disposizione tra gli incastri quotidiani di vita, lavoro e palestra. Per questo motivo non si addentra in consigli su alimentazione, pianificazione da agonista degli allenamenti e richieste di sacrifici e privazioni che non possono trovare una loro giustificazione nella già sufficientemente incasinata vita della maggior parte di noi.
Allenamento al trave
Come ci suggerisce il nome, l'allenamento al trave - e se hai un Beastmaker meglio ancora - è il vero punto di partenza di questo manuale. L'autore va in un certo senso controcorrente rispetto ai presupposti di altri suoi colleghi a proposito delle priorità nell'allenamento per l'arrampicata: tra chi dà una priorità assoluta alla tecnica e chi ad una forza generale di tutti i gruppi muscolari (soprattutto relativamente ai nuovi stili di boulder che coinvolgono moltissimo anche le gambe), lui si pone a favore dell'allenamento continuo delle dita e di una buona mobilità articolare.
Posto che la base di partenza di ogni allenamento dipenda sempre dall'obiettivo che vogliamo raggiungere, la forza delle dita rimane centrale per tutti. L'autore, con la sua lunghissima esperienza nell'allenamento di arrampicatori di ogni livello, ci dà questo consiglio: la forza delle dita andrebbe allenata sempre, con costanza seppure con diverse intensità. Meglio "poco e spesso" che una full immersion concentrata in un solo periodo dell'anno.
Lo sviluppo della forza delle dita purtroppo "non paga" nel breve termine: solo entrando nell'ottica di dedicarci a questo lavoro nel lungo termine, riusciremo ad apprezzarne i risultati senza entrare in un loop di "non funziona - non miglioro più - non mi alleno". E questo concetto è da ripetere tutte le sere come un mantra per chiunque si demotivi se dopo due settimane di trave ancora non riesce a sospendere sulla tacca da 15mm.

Teoria ed esercizi pratici con esempi e set
Se un ampio spazio è giustamente dedicato alla teoria sullo sviluppo della forza, all'anatomia dei muscoli e ai tipi di prensione, hanno un ruolo significativo anche le schede con gli esercizi a fine capitolo. Oltre a trovare le tipologie di sospensioni (ripetute, massimali brevi, massimali lunghe o tendinee), troverai anche esempi di lavoro sulla resistenza lunga e resistenza breve al trave, esercizi per la forza delle braccia, un'ampia varietà di proposte per rinforzare tutto quello che è collegato al core e tantissime proposte per ottenere una mobilità migliore.
Per quanto riguarda gli esercizi al trave oltre ad indicarci nel dettaglio cosa sia incluso nel concetto di ripetizione e cosa sia incluso nel concetto di set, ci dà suggerimenti per progredire nel tempo usando accorgimenti come riduzione dello scarico/ aggiunta di set/ utilizzo di prese più piccole. Nella sezione "per quanto tempo", presente in ogni esercizio proposto, ci definisce anche un arco di tempo ottimale per vedere dei significativi risultati: in alcuni casi parliamo ad esempio di sedici settimane, mentre in altri ci consiglia semplicemente di utilizzare sempre l'esercizio proposto utilizzando delle varianti.
Più che in una programmazione, la forza delle dita dovrebbe rientrare in una vera e propria routine.

Le domande più scottanti sull'allenamento al trave
Tutto quello che non hai mai osato chiedere sull'allenamento al trave è trattato in questo manuale con metodo e varietà di dettagli. Da "quando iniziare a fare trave?" (uno degli aspetti sui quali prende una posizione leggermente diversa rispetto alla media, ovvero prevedendo la possibilità di un approccio moderato e sensato sin da subito), per poi passare all'annosa questione tra "utilizzo un sovraccarico o delle prese più piccole?", per terminare infine con un capitolo intero dedicato all'allenamento della presa arcuata.
La marcia in più di questo manuale sta anche e soprattutto nell'affrontare con uno spiccato senso di realismo le vere problematiche nelle quali tutti noi ci imbattiamo, come ad esempio la "soglia della noia", cosa dobbiamo veramente aspettarci da un allenamento al trave e, soprattutto, come possiamo predisporre gli aspetti pratici in modo che allenarsi sia facile (questo nel caso in cui decidiamo di allenarci a casa).

Le testimonianze degli atleti più forti al mondo
Il manuale si conclude con una sezione dedicata alle interviste degli atleti più forti al mondo in stile "intervista doppia". L'intento non è quello di fare una sorta di ranking su chi sospende alla stessa tacca con il maggior numero di chili attaccati in vita, ma di dimostrare come ognuno abbia le proprie caratteristiche da combinare tra loro in modi del tutto personali. Questo evidenza come il trave possa essere utilizzato in modi estremamente diversi anche solo pescando tra dieci atleti professionisti: c'è chi predilige le sospensioni ripetute a due braccia, come Alex Honnold, chi parte dal presupposto di riuscire ad allenare bene le dita utilizzando al tempo stesso buoni appoggi per i piedi e chi traziona furiosamente sulle tacche da 6 mm (sì, hai capito bene, sei millimetri) come Alex Puccio. La chiave di lettura per utilizzare gli strumenti che abbiamo a disposizione nel modo più efficace per noi è capire per cosa ci stiamo allenando e mettere al nostro servizio una buona dose di creatività!
A rendere la lettura piacevolmente scorrevole, oltre ad uno stile chiaro e comprensibile a chiunque, c'è un tono di voce spesso molto ironico che ci suggerisce in modo del tutto casuale che, se non sai quale trave scegliere, i migliori in assoluto gli risulterebbero essere Beastmaker 1000 ed il Beastmaker 2000!
Vuoi saperne di più? Trovi qui Beastmaking: ti stupirà!











