Ceria, Bailey e Schubert: boulderisti oltre i limiti

Boulder: a volte uscirne è una Gioia!

 

Niccolò Ceria, 27 anni, boulderista italiano ormai noto nel mondo per aver salito tra le più dure e conosciute linee nel mondo, qualche giorno fa ha raggiunto un grande traguardo, che si chiama Gioia. Il primo a liberare questo boulder a Varazze è stato nel 2008 Christian Core, che gli diede un 8C di difficoltà, cresciuta a 8C+ col passare del tempo e confermata da Adam Ondra tre anni dopo. Terzo a salire dopo altri tre anni è stato Nalle Hukkataival. E nessuno ci è più riuscito.
Fino a oggi.

 

 

Niccolò Ceria si conferma uno tra i boulderisti più forti al mondo: pochi giorni fa nel suo curriculum ha inserito Gioia tra le diverse famose linee che ha salito, come The Story of Two Worlds (8C), La Rustica (8C), Dreamtime (8C) e Ephyra (8C+).

 

 

Tanti sono gli aggettivi che definiscono Gioia: leggendario, significativo, storico, durissimo, eccezionale. Ma non importa: per Niccolò è stata una sfida, un boulder al di fuori della sua comfort zone. Il passaggio chiave è stato precedentemente superato con movimenti molto tecnici e una kneebar, che però Niccolò ha scelto di non usare, trovando un metodo diverso. In due spostamenti laterali il boulderista si è mosso senza piedi con la forza delle braccia e delle dita, che hanno dovuto resistere a taglienti tacche. Nell’ultimo tallonaggio poco prima dell’uscita il piede è scivolato, ma ancora una volta la potenza di braccia e dita gli hanno permesso di proseguire e vincere la sfida. [Qui il video della salita.]

 

 

Cosa ci ha insegnato questa linea? Che arrampicare porta lontano dalle comodità, ma sempre più vicino a conoscere noi stessi, i nostri limiti e modi diversi per superarli (o almeno provarci!).

 

niccolò ceria su gioia

 

Problemi tra illusione e terapia.

 

In questo periodo altri climber ci hanno entusiasmato con le loro prodezze: stiamo parlando, ad esempio, di Sean Bailey, 24 anni, che in pochi giorni ha salito due boulder gradati 8C+. Uno è Box Therapy, che si trova in Colorado a Box Lake, nel Rocky Mountain National Park: granito, 18 movimenti, una pendenza di 50° e 2 ripetizioni (Daniel Woods e Tommy Caldwell) prima di Sean.

 

 

The Grand Illusion è nello Utah, a Little Cottonwood Canyon: 9 metri di linea in una lunga grotta, un tetto angosciante e spettacolare a 70°, 25 movimenti, un mix di fessure per pinzate e rovesci in equilibrio, e una sola ripetizione prima di Bailey, quella di Nathaniel Coleman nell’agosto 2020.

 

Sean Bailey su Grand Illusion

 

Esiste una linea regina a Magic Wood.

 

Ha chiuso in stile flash il boulder 8B+ Never Ending Story in giugno e a novembre, sempre a Magic Wood in Svizzera, il climber austriaco Jakob Schubert ha liberato l’8C Force Tranquille di Daniel Woods e la sua uscita diretta, Force Tranquille Direct (8C).

 

 

Sit start, un susseguirsi di tacche e svasi, spallate e rilanci: se guardiamo salire Jakob, questo boulder appare quasi semplice. Finito il tratto con una formidabile pendenza, Schubert afferra uno svaso e lascia per qualche secondo che i piedi attraversino il vuoto per superare le prime fatiche e proseguire verso l’uscita. Così il giovane climber ha ripetuto in velocità la “kingline della foresta”.

 

Jakob Schubert a Magic Wood libera il boulder La Force Tranquille Direct 8C[Fotografia di Michael Piccolruaz]

 

Stiamo crescendo sempre di più: anche nel mondo del boulder i traguardi di questi promettenti giovani stanno aumentando il livello di potenza, forza, controllo, resistenza e quindi della difficoltà. I limiti, invece, tendono a diminuire. Trend 2021? Dal 9A in su!

CHF