Quante volte non sei andato fino all’ultima presa di un boulder per paura di essere costretto a saltare giù? O quante volte ti sei trovato a voler ardentemente tornare all’ultimo rinvio passato, considerata la parchezza di prese verso il rinvio ancora da raggiungere?
Disarrampicare è un “modo come un altro” per salvarsi da situazioni che ci mettono a disagio, ma richiede una certa praticità e dimestichezza. Ma può anche essere considerato un allenamento per l’arrampicata alternativo e più tecnico di quanto non crediamo. Ecco cinque buoni motivi per far rientrare la “disarrampicata” in una parte integrante all’interno della nostra routine di allenamento.
5 – Allenamento tricipiti. Se è vero che non hai mai senso parlare di muscoli antagonisti in assoluto, sappiamo anche molto bene che spesso ci dimentichiamo di avere dei tricipiti, e che allenarli potrebbe portarci indicibili vantaggi. Solo i boulderisti sanno quanto possa “salvarci la pelle” avere dei tricipiti belli tonici in movimenti come ristabilimenti o compressioni. Movimento opposto alla trazione, la discesa da presa buona a presa buona è un allenamento eccezionale e mai monotono.
4 – Guardare i piedi. Abituati ad avere la nostra attenzione rivolta verso l’alto, verso le prese per le mani e soprattutto il rinvio che vediamo sempre più vicino, dimentichiamo spesso di focalizzarci sugli appoggi per i piedi e su come valorizzarli al meglio. Quando disarrampichiamo invece, ci abituiamo a concentrarci prima sugli appoggi per i piedi e poi per le mani, imparando anche a guardare verso il basso: esercizio ottimo per chi arrampica da poco.
3 – Propriocezione. Scendendo, tutto cambia. La posizione del nostro corpo man mano che spostiamo il peso dal braccio al piede, ci rende molto più consapevoli di come il nostro baricentro governi tutti i nostri movimenti e le posizioni di equilibrio che dobbiamo assumere per non cadere. Diventiamo improvvisamente molto più coscienti dei vari bilanciamenti in laterale o ad esempio nelle posizioni frontali a rana. Se ci troviamo in strapiombo, saremo costretti ad effettuare delle torsioni e degli agganci di piede niente male dal punto di visto tecnico e della scioltezza articolare.
2– Attivazione muscolare inversa. In questo esercizio l’attivazione muscolare delle braccia e delle gambe è invertita: stimoliamo quindi a dovere anche i quadricipiti e soprattutto i muscoli del core, cercando di trovare posizioni stabili e di mantenere il controllo della posizione.
1 – Resistenza alla forza. Provate a fare un boulder difficile in salita e poi a disarrampicarlo e capirete perché è un modo efficace e completo di allenare la capacità di forza resistente in modo specifico (molto più che facendo sospensioni al trave con pochi riposi).











