Dieci arrampicatori che ci hanno ispirato nel 2022

Ogni giro di boa dell’anno solare ci porta sempre cene a base di lenticchie, una grande attesa per il nuovo oroscopo delle stelle 2023 ed i nostri post riepilogativi su arrampicatori, video e salite più significative del 2022.

 

 

Per dare maggior risalto alle persone piuttosto che ai numeri, abbiamo deciso di iniziare proprio da dieci personaggi che ci hanno particolarmente ispirato. Nomi già noti, questo è certo, ma anche omaggi ad arrampicatori leggendari che si affiancano alle imprese di giovani talenti.

 

 

Marcel Remy

 

Tutti gli altri arrampicatori di questo articolo potrebbero vicendevolmente scambiarsi la posizione in classifica e nulla cambierebbe. Ma la prima menzione che vogliamo fare non è casuale e riguarda una vera e propria leggenda scomparsa quest'anno all'auspicabile età di 99 anni: l'arrampicatore svizzero Marcel Remy. A lui Mammut ha dedicato un video che commuove e ispira, e che ci racconta l'arrampicata da un punto di vista lontano da nomi, numeri e performance. 

 

 

Seb Bouin

 

Seb Bouin si è negli ultimi anni rivelato al mondo degli arrampicatori con la stessa potenza di un Big Bang, ripetendo vie, aprendone altre e chiodando sogni strapiombanti come pochi altri climber prima di lui sono riusciti a fare. Anche lui giunto alla soglia dei trenta, sta scrivendo pagine e pagine dei grandi manuali d'arrampicata apparentemente senza sosta. Da cosa partiamo per riassumere il suo anno arrampicatorio? Dalla First Ascent del primo 5.15c (9b+) degli Stati Uniti (per la cronaca: Suprême Jumbo Love nelle Clark Mountain), oppure dalla terza ripetizione di Change, il mitico 9b+ a Flatanger o dalla prima ripetizione di Iron Curtain, sempre a Flatanger? Ovviamente queste sono salite impressionanti ma pur sempre "laterali" rispetto all'exploit della First Ascent di DNA nel Verdon, al momento il secondo 9c della storia dell'arrampicata.

 

 

Alex Megos

 

L'anno di Alex Megos è stato particolarmente intenso e marcato da tantissime iniziative a favore di diverse ONG, sensibilizzazioni sul tema dello spreco alimentare e, non in ultimo, salite di estremo livello, particolarmente concentrate nella seconda parte dell'anno. Dopo aver partecipato ad alcune tappe di Coppa del Mondo Lead, ed essersi espresso con amarezza e sincerità - ma comunque senza troppi giri di parole - sulla proposta dell'IFSC di mostrare le foto dei boulder di gara durante l'isolamento, si è dedicato alla roccia, terreno che gli risulta sempre particolarmente fertile. La salita probabilmente più ragguardevole dell'anno è stata Ratstaman Vibrations a Ceuse, la First Ascent di un progetto del visionario Chris Sharma, per la quale Megos ha proposto il grado di 9b. Anche l'autunno è stato particolarmente proficuo: a Margalef, durante il mese con le migliori condizioni dell'anno e la più bassa probabilità di avere delle ferie per il 90% degli arrampicatori, ha liberato The Full Journey, una via chiodata da Tom Bolger.

 

 

Gabriele Moroni

 

La storia di Trofeo dell'Adriatico inizia più di dieci anni fa, quando un giovanissimo Gabri Moroni incontra casualmente David Lama, che gli consiglia di andare a dare un'occhiata ad una via appena chiodata da lui stesso ad Arco. Anni dopo, ossia dopo il tragico incidente in Canada, ma anche dopo il Covid, Moroni torna a progettare concretamente di fare dei tentativi sulla via. La bellezza dei movimenti, l'esposizione adrenalinica e la roccia eccezionale lo convincono a non mollare ed a riprendere in diverse fasi, durante quasi due stagioni. La via, liberata a gennaio, è così diventata fruibile da tutti gli aspiranti ripetitori: Adam Ondra, Stefano Ghisolfi e solo più recentemente Giovanni Placci hanno ripetuto la linea, confermando la difficoltà di 9a+, ma soprattutto avvalorandone la bellezza. Per Gabriele Moroni rappresenta anche la sua First Ascent più difficile di sempre.

 

 

Stefano Ghisolfi

 

Abbiamo nominato Stefano Ghisolfi, ormai un super local delle falesie di Arco; d'altronde non può mancare nella lista dei dieci arrampicatori ad alto tasso ispirazionale anche di questo ultimo anno. Il suo valore aggiunto è quello di mostrarci step by step i tentativi sui progetti che sceglie di provare, portandoci con lui nei viaggi in Europa e negli Stati Uniti. Se è vero che la salita "da notizia" per questo suo 2022 è stata la prima ripetizione di Move Hard, 9b a Flatanger, siamo piuttosto sicuri che la maggior parte degli arrampicatori ha seguito con sempre rinnovato interesse i tentativi su Silence, un progetto realmente ambizioso, o i progressi su Excalibur. E comunque, se proprio vogliamo parlare di salite oltre che di arrampicatori, non dimentichiamoci anche della First Ascent di L'Arenauta, un nuovo 9b alla Grotta dell'Arenauta.

 

 

Elias Iagnemma

 

Pochi arrampicatori stanno facendo la differenza nel mondo del boulder come l'abruzzese Elias Iagnemma che, ormai da qualche anno, colleziona prime ripetizioni che solo lui - dopo le prime salite di leggende come Christian Core - riesce a portare a casa. La sua ricerca instancabile di linee dure, movimenti estetici e nuove sfide sta smuovendo il mondo del boulder dell'alta difficoltà: non a caso quest'anno ha liberato il boulder più difficile d'Italia, Ganesh, 8C+ a Tintorale. La sua esplorazione di quest'area l'ha poi portato a dedicarsi ad un altro progetto estremo, liberato nel mese di novembre: Utopia è una prua strapiombante per la quale ha proposto il grado di 8C/+. Intrepidamente aspettando arditi ripetitori. 

 

 

Ai Mori

 

Per quante gare abbiamo pensato che il dominio assoluto di Janja Garnbret sarebbe stato incrollabile, probabilmente per il resto dei secoli dei secoli? Quest'anno, però, qualcosa di pazzesco è successo. Nella tappa di Coppa del Mondo Lead a Koper, in Slovenia, proprio davanti ad un elettrizzato pubblico di casa, Janja Garnbret non è riuscita a salire sul gradino più alto del podio perché una vera forza della natura di diciannove anni si è imposta come "la nuova atleta da battere". Si tratta di Ai Mori, forse un nome ai più sconosciuto, ma già sentito nominare da chi segue attentamente le gare Lead. Cresciuta al fianco di Akiyo Noguchi e Tomoa Narasaki, ha dimostrato che la sua vittoria non è stata semplicemente frutto di una gara "andata bene", ma l'inizio di una stagione prodigiosa. Prima atleta classificata anche nella successiva tappa di Edimburgo, sempre davanti a Janja Garnbret, e prima anche nella combinata Boulder e Lead in Giappone, davanti alla super poliedrica Nataljia Grossman. Probabilmente è l'unica atleta che citiamo in questa nostra ranking per i suoi risultati in gara: ma sbaragliare la miglior arrampicatrice in circolazione ed anche la "concorrenza" più quotata nei migliori botteghini (come ad esempio proprio la  Grossman) è qualcosa che non ci saremmo davvero aspettati.

 

 

Chaehyun Seo

 

Altrettanto pazzesco è stato l'anno di Chaehyun Seo, l'arrampicatrice coreana abbiamo conosciuto per lo più durante le Olimpiadi d Tokyo. Anche lei specialista della Lead, ha collezionato vari podi in quasi tutte le tappe di Coppa del Mondo di quest'anno. Ma a far parlare di lei proprio di recente è stata la sua magnifica prestazione su roccia: dopo Margo Hayes, è infatti la seconda ragazza al mondo a salire La Rambla, lo storico 9a+ di Siurana. Il suo Palmarès di vie e titoli mondiali è già impressionante ma, considerata la sua giovanissima età, siamo sicuri che "il botto" debba ancora arrivare.

 

 

Anak Verhoeven

 

Senza fare troppo rumore c'è un'altra atleta che sembra destreggiarsi particolarmente bene sul grado del 9a e oltre: stiamo parlando della belga Anak Verhoeven, ritiratasi l'anno scorso dal mondo delle gare. La sua nuova residenza sembra essere la Spagna, terra di grandi difficoltà e condizioni decisamente buone mentre il resto dell'Europa è avvolto dal gelo. Aveva già iniziato l'anno con una salita niente male, ovvero con la ripetizione di Esclatamasters (per gli appassionati di notizie "buffe" salita due volte nello stesso giorno), ma è stato il suo ritorno autunnale ad essere pazzesco: dopo una trafila di vie sull'ottavo grado, già firmato la prima salita femminile di No Pain No Gain, un altro famosissimo 9a+ di Rodellar.

 

 

Jakob Schubert

 

Trascinati dalla freschezza del video appena pubblicato sul canale Youtube di Jakob Schubert, abbiamo deciso di concludere citando l'arrampicatore tedesco che sta puntando molto in alto e coltiva grandi sogni per il prossimo 2023. Non che quest'anno non si sia portato a casa altre soddisfazioni dopo quelle olimpioniche del 2021. L'anno è iniziato con la ripetizione di Erebor, il 9b che Stefano Ghisolfi ha liberato ad Arco, per poi proseguire con notevoli soddisfazioni nelle competizioni internazionali. Vincitore dell'Arco Rock Master 2022, ha vinto la Combinata dei Campionati Europei di Monaco 2022, che hanno aperto la strada alla formula di gara che vedremo alle prossime Olimpiadi di Parigi 2024. Ed ora chiude l'anno mostrandoci i suoi fotonici tentativi, fianco a fianco con Adam Ondra, sulla vera "king line" di Flatanger, una via che per ora non ha un nome né un grado e che è da tutti universalmente conosciuta come "Project Big". Chissà se proprio la First Ascent di questa via sarà tra le dieci notizie epiche del prossimo dicembre 2023!

 

 

Foto di copertina: Jakob Schubert, foto archivio Mammut

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