Allenare le dita in arrampicata: i consigli per lo sviluppo della forza

La forza nelle dita è una delle caratteristiche più specifiche degli arrampicatori. Ogni tipo di roccia e ogni stile di arrampicata ci porta a prendere le misure con prese per le mani di diverse dimensioni che, nel casso delle tacche, portano la superficie di appoggio della presa a diventare, man mano che si sale di livello, sempre più sottile. È quindi facile intuire come - in arrampicata - le dita svolgano un ruolo cruciale, essendo a volte l'unico punto di contatto tra noi e la roccia.

 

Presa piccola e... "al contrario"! Coppa Europa Boulder, Fasi media gallery

 

La forza resistente e la forza massimale

 

Quando entriamo nel mondo della forza delle dita, possiamo riferirci sia alla forza massimale che alla forza resistente (che si estende anche all’avambraccio). La prima si sviluppa tramite un allenamento focalizzato sull’intensità, dove sceglieremo una presa che non riusciamo a tenere per più di una decina di secondi e sulla quale faremo poche ripetizioni. La forza resistente invece si sviluppa tramite sospensioni più lunghe e con riposi brevi.

 

 

Gli esercizi per la forza massimale delle dita

 

I metodi con cui possiamo allenare la forza nelle dita sono: esercizi al trave, Pan Gullich, sessioni di boulder ed esercizi come il Finger Curls con il bilanciere. Di tutti questi, solo l’allenamento sui boulder riproduce i movimenti specifici dell’arrampicata e quindi si può ritenere, da un punto di vista tecnico, il più completo.

 

 

Gli esercizi di condizionamento alla forza delle dita dovrebbero avere in massima percentuale queste caratteristiche (qualcuna è più tipica del trave e qualcun’altra del muro boulder): alta intensità, esecuzione rapida (si deve cadere per “cedimento” muscolare e non per una tecnica errata), specificità e prensioni isolate (quest’ultima ad esempio la possiamo allenare solo al trave). Alternare gli strumenti elencati è il modo migliore per lavorare su tutti questi aspetti.

 

 

Il trave, strumento di allenamento emblematico dei climber. Foto di Tristan Hobson, SCARPA

 

Trovare l'intensità giusta

 

Quando facciamo una seduta sulla forza massimale, l’intensità deve essere molto alta. Man mano che il nostro corpo sviluppa degli adattamenti agli esercizi e diventano submasimali, possiamo scegliere dimensioni delle prese più piccole, inclinazioni del pannello più strapiombanti oppure iniziare a pensare di allenarci con del sovraccarico.

 

 

L’esecuzione dell’esercizio si deve concludere da sé per cedimento: se ci stiamo allenando al trave o al Pan Gullich, l’ideale sarebbe che questo cedimento arrivasse tra i tre e i dieci secondi (ad esempio di sospensioni) o tra le tre e dieci ripetizioni (se stiamo facendo trazioni). Calcolare questo rapporto al muro boulder è leggermente più complicato, ma se pensiamo a un boulder limite dove cadiamo alla quinta presa, probabilmente abbiamo trovato l’intensità giusta.

 

 

Superficie di contatto minima per un atleta impegnato nella Coppa Europa Boulder. Foto Fasi Media Gallery

 

 

Su quali prese allenare la forza massimale delle dita

 

Quando non stiamo arrampicando sulla roccia, ma stiamo facendo un allenamento specifico per la forza delle dita, un buon metodo può essere quello di focalizzarsi su una tipologia di prensione per volta. Sappiamo infatti che ogni presa allena la forza per quella tipologia di movimento; non solo, ma se proviamo ad alternare le prensioni ci rendiamo conto di quanto possiamo resistere più a lungo rispetto al lavoro sulla stessa tipologia di presa (che non è quello che ci interessa quando alleniamo la forza massimale). Dovremo quindi dividere il lavoro tra dita stese, semiarcuate, pinzate e buchi in modo da sviluppare ognuna di queste prensioni in maniera massimale: una buona idea, oltre agli esercizi a secco al trave), può anche essere l’allenamento su boulder tracciati con le prese della stessa tipologia: tutte pinze, svasi o tacche.

 

 

Ti ricordiamo che il lavoro di allenamento alla forza massimale specifico per le dita non è consigliato per chi arrampica da poco (meno di due anni), per chi non ha mai affrontato programmazioni di allenamento per l’arrampicata e per atleti molto giovani. Per strutturare al meglio una pianificazione di allenamento di questo tipo, ti consigliamo caldamente di rivolgerti ad un Istruttore, Preparatore Atletico o ad arrampicatori già molto esperti.

 

 

Questo post è stato scritto usando come riferimento il capitolo “Finger Conditioning” del libro “Conditioning for Climbers” di Eric J Horst.
 

Disclaimer. I suggerimenti proposti in tutti gli articoli sul training non pretendono di essere esaustivi; avendo carattere solamente informativo, non sostituiscono in nessun modo il parere di trainer ed istruttori di arrampicata. Gli allenamenti per l’arrampicata possono essere estremamente traumatici ed arrecare danni anche gravi all’organismo, pertanto devono essere eseguiti solo in presenza di personale qualificato. Nonostante il nostro impegno, non è possibile garantire l’assenza di errori e l’assoluta correttezza delle informazioni divulgate.
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