Luca e Roberto Parisse sono tra gli arrampicatori più forti, attivi e gagliardi del Centro Italia: hanno contribuito all’evoluzione dell’arrampicata aquilana ed abruzzese portando le loro gesta fino a Fontainebleau. Qui Luca è stato tra i primi italiani a fare l’8A di boulder nei primi anni 2000 con C'était Demain, lo storico blocco di Godoffe, liberato niente di meno che nel 1984.
I due fratelli sono anche gli autori della guida Magia di Calcare edita da Versante Sud e dell’omonimo documentario visibile sul loro canale Vimeo (https://vimeo.com/117889801 ). Hanno scoperto e valorizzato alcune tra le aree boulder più pazzesche (se non tutte) dell’Abruzzo. Da Monte Aquila A Poggio Umbricchio, passando per la Val Maone e l’enorme area del Rifugio Franchetti, il loro apporto sui passaggi di “difficoltà elevata” ha contribuito in maniera unica allo sviluppo delle più belle aree di questa regione.
Ma non solo: Luca è anche fondatore di Risk4Sport, un’agenzia di videomaking e fotografia specializzata in outdoor e sport estremi che lo porta spesso a viaggiare in ogni parte del mondo.
Luca, benvenuto nel nostro blog! Se fin qui abbiamo scritto tutto correttamente, non deve essere stato un anno molto semplice per te, come per tutti coloro che vivono di outdoor o gestiscono palestre: come vi siete riorganizzati per continuare a lavorare?
Gli eventi sportivi occupano una bella fetta del mio lavoro di fotografo. Avevo diversi appalti importanti dove, con il mio team, ci saremmo occupati di reportage foto e video oltre che servizi legati alla comunicazione e le dirette streaming. Purtroppo tutto saltato causa covid. Mi sono concentrato più su collaborazioni con aziende e brand del settore outdoor e bike tra cui “diluca bike” con cui e nata una grande collaborazione.
Fortunatamente ci è concesso di lavorare all’aperto con le dovute precauzioni. La perdita comunque c’è stata ma tiriamo avanti guardandoci intorno e cercando di seguire le tendenze. Questo è il lavoro del freelance.
Per quando riguarda la palestra Elcap, dove ho iniziato ad arrampicare e che ho gestito per tanti anni, un anno fa ho deciso di uscire di scena. Non avevo più tempo da dedicare all’associazione e non c’era più quell’affiatamento di un tempo con gli altri soci.
Qual è stato il tuo percorso da appassionato di fotografia a fondatore della Risk4Sport?
Mio fratello Roberto ed io iniziammo fin da ragazzi a realizzare video, semplicemente per raccontare le nostre “pazzie” sportive; poi, dopo un’indimenticabile esperienza nel deserto del Sahara libico dove abbiamo filmato e fotografato un gruppo di corridori estremi, ho deciso quale era la mia strada ed ho fondato Risk4sport. Stiamo parlando di gennaio 2008. Da lì non mi sono mai fermato, ho fotografato il freeride world tour per 5 anni oltre che tanti altri eventi internazionali legati all’Action Sport.
Sul tuo blog abbiamo visto che ti stavi preparando per andare a fotografare le Olimpiadi di Tokyo: anche nel tuo caso l’appuntamento è solo rimandato?
Faccio una breve parentesi: oltre alla mia specializzazione nello sport, sono il fotografo di riferimento di un’importante società italiana, Balichworldwideshow, leader nella creazione di grandi eventi live tra cui le Olimpiadi Invernali di Sochi 2014 e Rio 2016. Con loro da circa 10 anni giro il mondo raccontando con le mie foto i loro eventi spettacolari. Marco Balich con il suo team ha vinto la direzione creativa delle cerimonie di apertura e chiusura di Tokyo; sarei dovuto partire se l’evento non fosse stato rimandato al 2021.
Ovviamente avrei fotografato anche le gare di arrampicata , non mi sarei mai fatto scappare questa grande occasione: l’arrampicata per la prima volta alle Olimpiadi! Se l’Olimpiade si farà quest’anno sarò sicuramente uno del team!

Infatti abbiamo avuto modo di vedere anche sulla tua pagina Instagram che fai foto pazzesche a moltissimi sport diversi tra loro: quali sono le difficoltà specifiche nel fare foto di arrampicata?
Sono uno che cerca sempre di fare la differenza nel suo lavoro, cerco di offrire punto di vista diversi che arricchiscono il gesto atletico. La difficoltà dipende da quello che mi passa per la testa. Comunque il rischio c’è sempre e bisogna essere abile nel calcolare tutto, soprattutto nello sci, dove spesso c’è anche il rischio valanghe.
E invece secondo te quali sono i fattori determinanti che possono far emergere un talento della fotografia d’azione?
La differenza tra gli sport estremi e quelli diciamo “convenzionali” e che c’è il fattore rischio. Spesso non e possibile ripetere un’azione sportiva, per questo bisogna essere nel posto giusto e non commettere errori. E’ fondamentale conoscere bene lo sport e soprattutto avere un rapporto di grande intesa con l’atleta.
Mi è capitato di farmi male mentre lavoravo ma niente in confronto a quello che può farsi un atleta che rischia per regalarmi la foto perfetta.
E importate studiare la tecnica fotografica , conoscere bene e padroneggiare la propria attrezzatura e soprattutto mantenersi allenati fisicamente. Qui non si tratta di fotografare matrimoni o di fare still life in uno studio ben riscaldato... bisogna essere in forma e con tutti e due gli occhi aperti, anche quando si guarda nel mirino!
Parliamo di te come arrampicatore: come ti sei allenato in quest’ultimo anno?
Diciamo che l’arrampicata non è più la parte più importante della mia vita sportiva. Per anni ha occupato il trono delle mie passioni. Poi mi sono accorto che non si può restare per sempre sulla cresta dell’onda e soprattutto che esistono tanti altri sport belli. Pratico lo sci fuoripista, la mountain bike e ultimamente anche il surf (che da sempre e stato il mio sogno nel cassetto!).
Il lockdown non ha mai fermato i miei allenamenti; l ’anno dopo il tremendo terremoto dell’Aquila mi sono fatto un bel pannello al garage; mi alleno lì con i miei amici. Mi diverto e mi mantengo in forma per le performance su roccia.

E dedichi ancora parte del tuo tempo libero alla pulizia e valorizzazione di aree nuove?
Poco prima del lockdown del avevamo iniziato l’apertura di un nuovo settore a Poggio Umbricchio, tanti blocchi nuovi in un area che sembrava ormai satura. Avevamo in mente di aprire nuove linee in vista del raduno di boulder che organizziamo ogni anno a primavera. Appena possibile torneremo all’opera. La motivazione non manca!
Grazie Luca! Se non volete perdervi neanche uno dei suoi scatti, potete seguirlo su Instagram o sul suo sito. E se volete mettervi alla prova con i boulder eccezionali del Centro Italia, non perdetevi la guida Magia di Calcare, ed iniziate a programmare le prossime ferie!











