Il Versante Nascosto è una raccolta di racconti interamente gratuita, dove la montagna è protagonista indiscussa. Nata da un progetto della pagina Facebook Alto Rilievo, ha già avuto un riscontro pazzesco ed inaspettato dai primi lettori che si ono tuffati nel mondo della narrazione d'alta quota. Abbiamo voluto quindi saperne di più, conoscendo il curatore della raccolta ed ammistratore della pagina Pietro Lacasella.
Ciao Pietro, benvenuto sul nostro blog! Come stai in questo periodo un po' "ballerino"?
Ciao ragazzi, grazie! La risposta non è affatto semplice. È un periodo segnato dall’incertezza: a livello lavorativo, a livello relazionale, ma, soprattutto, dal punto di vista sanitario. Questo virus, come sappiamo, non si manifesta sempre allo stesso modo, diffondendo insicurezza sociale.
Penso sia fondamentale, in un mare tumultuoso, individuare qualche solido appiglio per superare la tempesta senza subire troppi danni. Uno di questi può essere la montagna, specie per chi - come me e voi - ama frequentarla. Può avere un ruolo terapeutico, anche quando, a causa delle limitazioni precauzionali varate dal governo, non ci è permesso di viverla nella sua pienezza: la montagna non è solo azione, infatti, ma è anche attesa. E nell’attesa, si sa, spesso maturano i progetti più originali. In questi momenti è importante non fermarsi, continuando a viaggiare e scalare con l’immaginazione e con la letteratura.
Quindi per tornare alla tua domanda, tutto sommato e per quanto possibile sto abbastanza bene aggrappato alla mia passione per la montagna: illumina un presente e un futuro quanto mai opachi.
Parliamo della tua passione per la montagna, passione che accomuna sicuramente tutti noi che scriviamo e leggiamo questa intervista: come è nata e in che modo è cresciuta con te?
Ho incominciato a vivere la montagna fin da bambino. La mia famiglia, da alcune generazioni, ha una casa nell’Altipiano dei Sette Comuni e da sempre trascorriamo più tempo possibile tra i paesaggi di Mario Rigoni Stern.
Tuttavia ho iniziato a osservare le “alte quote” con sguardo rinnovato grazie ad un viaggio in Sud America: la cordigliera andina, con i suoi monumentali rilievi, ha suscitato in me il desiderio di oltrepassare i confini altopianesi per conoscere nuove montagne. E così, tra i libri di Bonatti e i racconti “ribelli” di Enrico Camanni, ho iniziato ad alzare lo sguardo sognando scalate epiche. Imprese che ancora oggi devono arrivare… probabilmente per me irrealizzabili.
Negli ultimi mesi ti sei dedicato alla raccolta di scritti sulla montagna, rendendola poi fruibile gratuitamente su internet: come è nato questo progetto?
Il progetto è nato la scorsa primavera dal desiderio di creare uno spazio dove raccogliere ed approfondire periodicamente i principali argomenti affrontati dalla pagina Facebook Alto-Rilievo / voci di montagna (di cui sono amministratore). È un modo per completare l’informazione, per forza di cose frammentaria, dei social network.
Durante gli ultimi mesi il numero dei lettori di Alto-Rilievo è iniziato a crescere con una rapidità, ammetto, insperata. Così ho deciso di ampliare l’offerta della pagina attraverso queste piccole pubblicazioni, il cui format si può avvicinare, per intendersi, a quello delle riviste online. La prima raccolta, uscita durante il lockdown primaverile, si intitolava La mia quarantena. Dal Pedemonte alle Alpi. L’intento era di trasportare un frammento di montagna nelle case di chi ne aveva nostalgia.
Il versante nascosto è solo il secondo “numero”. Il progetto è infatti ancora molto giovane.
Qual è il filo che unisce i racconti che hai selezionato?
A quest’ultima raccolta hanno partecipato personalità eterogenee, a volte molto diverse in quanto ad abitudini, passioni, provenienza e, perfino, motivazioni: dal forestale al giornalista, dal professore universitario all’alpinista, dal fotografo all’escursionista appassionato. Ad unirli, tuttavia, è una visione del mondo eticamente rispettosa, dove la lealtà con cui si affronta la montagna si riflette nella vita di tutti i giorni.
Il versante nascosto nasce dal desiderio di presentare e promuovere un’idea di montagna meno aggressiva. Alla parola conquista, presuntuosa ed arrogante, si preferisce il più umile dialogo; alle grandi opere di infrastrutturazione, costruite a scopo ricreativo, una pianificazione turistica dolce, capace di costruire l’offerta sulle peculiarità del contesto, senza necessariamente stravolgerlo nella speranza di aumentare il suo valore attrattivo; alla competizione a alle performances forzate, un approccio più lento, che lasci spazio non solo all’azione ma anche alla contemplazione. Insomma, ad unire i racconti e le riflessioni contenuti ne Il versante nascosto è il tentativo di intendere la montagna non più come un territorio da consumare, bensì come un luogo da vivere.
Quali sono i primi feedback che hai ricevuto dalle persone che hanno già avuto modo di leggerli?
I lettori hanno accolto con entusiasmo i primi due “numeri” della raccolta, tant’è che la domanda ha superato le aspettative. Molti di loro, inoltre, mi hanno aiutato nella divulgazione e questo ha contribuito alla nascita di nuove amicizie.
Tutto ciò è molto bello, emozionante ed appagante, perché riesce a favorire l’incontro e il confronto. È un altro salvagente a cui aggrapparsi in questo periodo infecondo per la nascita e lo sviluppo delle relazioni sociali.
Ci vuoi dare tutti i riferimenti per poter scaricare la raccolta e continuare a seguire i tuoi progetti?
Certo. Per domandare una copia della raccolta è sufficiente inviare una mail all’indirizzo [email protected], oppure scrivere un messaggio privato alla pagina Facebook Alto-Rilievo / voci di montagna, specificando l'indirizzo mail a cui inviarla.
Sempre su Alto-Rilievo / voci di montagna potete continuare a seguire i miei progetti.











