Quando un climber alle prese con i primi acquisti di scarpette da arrampicata chiede un consiglio sulla scelta, viene spesso indirizzato verso un modello “rigido”. Questa connotazione, che sembra a primo avviso non lasciar sottintendere nulla di comodo, si riferisce alla tipologia diversa di suola che possiamo trovare nelle scarpette; discorso diverso vale per la tomaia, che può invece essere più o meno morbida e confortevole a seconda dei materiali utilizzati.

SCARPA Quantic WMN, Hugo Vincent
La rigidità della suola
La suola può essere più o meno rigida a seconda dello spessore, della lunghezza e della gomma utilizzata; per capire qual è il compromesso giusto per noi, possiamo pensare che più supporto abbiamo da una suola rigida, meno sollecitati saranno i nostri muscoli dei piedi e dei polpacci. Questo è infatti il motivo principale per cui una scarpetta rigida viene generalmente consigliata a chi sta iniziando ad arrampicare, e non ha ancora abituato i muscoli dei piedi e delle gambe ai “nuovi movimenti”.
La stragrande maggioranza delle scarpette rigide abbina la struttura della suola, e uno spessore della gomma sicuramente più pronunciato, all’intera lunghezza della scarpetta. In questo modo avremo un supporto equilibrato e omogeneo sotto tutta la pianta del piede: possiamo quindi scegliere questo tipo di scarpette anche quando mettiamo in conto di passare molte ore su una via, ad esempio se si tratta di una multipitch, per riuscire a indossarle con una certa freschezza per un tempo abbastanza lungo.

Le Oracle di Evolv
Differenza tra rigidità e aggressività
Abbiamo detto che il concetto di rigidità si riferisce alla tipologia della suola, mentre la comodità dipende da più fattori come l’incurvatura della scarpetta, la forma dritta o asimmetrica, nonché il materiale della tomaia più o meno confortevole. Le scarpette comode portano con sé una serie di caratteristiche che permettono al piede di mantenere al loro interno una posizione più o meno naturale, quindi una forma poco incurvata verso il basso e simmetrica.
Le scarpette performanti avranno invece un’incurvatura più pronunciata verso il basso, un tensionamento pronunciato e una forma asimmetrica che porta l’arrampicatore a caricare tutto il peso sulla parte anteriore della scarpetta. Quando delle scarpette performanti sono costruite con una mezza suola o comunque una suola morbida, otterremo un modello dedicato ad arrampicatori esperti, che cercano il massimo della flessibilità e sensibilità sui piccoli appoggi, sugli svasi e in strapiombo.
Alcuni esempi
Le Mythos di La Sportiva ad esempio sono un modello rigido e comodo, esistente ormai da più di trent’anni e largamente utilizzato dagli appassionati di vie a più tiri: la tomaia in pelle contribuisce a rendere piacevole l’utilizzo di queste scarpette anche per lunghe giornate in parete. Anche moltissime scarpette da arrampicata per bambini hanno questa doppia caratteristica di supporto e comodità.
Sono rigide e mediamente aggressive le Finale di La Sportiva o anche le nuovissime Quantic di SCARPA: nel primo caso troviamo una suola Vibram XS Grip da 5 mm per darti il massimo supporto nelle vie verticali, mentre nel secondo caso la Vibram XS Edge da 3,5 mm è supportata da un’intersuola in Flexan.
Sono invece rigide e performanti moltissime scarpette Five Ten ed Evolv, le Boostic di SCARPA e le Miura di La Sportiva. Queste scarpette conferiscono precisione assoluta, sostegno e un supporto maggiore nei muri verticali estremi o su lunghe sequenze tecniche sui piedi.

Le Mythos 30 di La Sportiva
Quando scegliere le scarpette rigide
Mi orienterò verso un modello rigido se arrampico da poco e non ho ancora sviluppato la muscolatura necessaria a sopportare a lungo le scarpette, tendenzialmente tengo a lungo le scarpette ai piedi, come nelle vie a più tiri o in palestra e se cerco sostegno sui piccoli appoggi su muri verticali.











